Esercizi svolti · Scheda 1
Studi di funzioni razionali
Teoria usata: Schema dello studio di funzioneTest di monotoniaCriterio della derivata primaConvessità e derivata secondaTabella dei segni di f' e f''Grafico qualitativo
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Esercizio 1
Studiare la funzione
e tracciarne il grafico qualitativo.
Dominio. Il denominatore deve essere diverso da zero, quindi .
Simmetrie e periodicità. è diversa sia da sia da , quindi la funzione non è né pari né dispari; non è periodica.
Segno e intersezioni. Il numeratore è positivo per e nullo in , quindi il segno di coincide con il segno di . Perciò per , per con , e il grafico interseca gli assi solo nell’origine.
Limiti e asintoti. La divisione tra i polinomi dà
Agli estremi del dominio:
quindi è asintoto verticale. Poiché per , la retta è asintoto obliquo da entrambe le parti.
Continuità. è un quoziente di polinomi con denominatore non nullo su , quindi è continua su .
Derivabilità e monotonia. è derivabile su tutto e
Il denominatore è positivo su , quindi per oppure . Per il test di monotonia è crescente su , decrescente su , decrescente su , crescente su .
Massimi e minimi. I punti stazionari sono e . In la derivata passa da positiva a negativa, quindi per il criterio della derivata prima è punto di massimo relativo con ; in la derivata passa da negativa a positiva, quindi è punto di minimo relativo con . Poiché tende a e a , massimo e minimo assoluti non esistono.
Concavità e flessi. Derivando si ottiene
negativa per e positiva per . La funzione è concava su e convessa su ; il cambio di concavità avviene in , che non appartiene al dominio, quindi non ci sono flessi.
Grafico.
La divisione con resto tra numeratore e denominatore, , è il passaggio che semplifica tutto lo studio. Dato che la differenza è e tende a , la retta è asintoto obliquo senza bisogno di calcolare separatamente i limiti di e di . La stessa scrittura rende immediata la derivata seconda.
Per i limiti laterali in il numeratore tende a , mentre il denominatore tende a cambiando segno: da sinistra , quindi il quoziente tende a ; da destra , quindi tende a . Il risultato è coerente con il segno già trovato, poiché a sinistra di e a destra.
Il valore del massimo relativo, , è minore del valore del minimo relativo, . Nessuna regola impone il contrario: i due punti stanno su rami separati dall’asintoto verticale, e su ciascun ramo la funzione raggiunge valori arbitrariamente grandi e arbitrariamente piccoli.
Esercizio 2
Studiare la funzione
e tracciarne il grafico qualitativo.
Dominio. Il denominatore si annulla in , quindi .
Simmetrie e periodicità. , quindi la funzione è dispari e il grafico è simmetrico rispetto all’origine; non è periodica.
Segno e intersezioni. Il numeratore è sempre positivo, quindi il segno di è il segno di . Si ha per e per ; la funzione non si annulla mai e il grafico non interseca gli assi.
Limiti e asintoti. Conviene scrivere
Agli estremi del dominio:
quindi è asintoto verticale. Poiché per , la retta è asintoto obliquo da entrambe le parti.
Continuità. è un quoziente di polinomi con denominatore non nullo su , quindi è continua su .
Derivabilità e monotonia. è derivabile su e
Quindi per . Per il test di monotonia è crescente su , decrescente su , decrescente su , crescente su .
Massimi e minimi. I punti stazionari sono e . Per il criterio della derivata prima è punto di massimo relativo con , mentre è punto di minimo relativo con , in accordo con la simmetria dispari. Massimo e minimo assoluti non esistono, perché la funzione è illimitata in entrambi i versi.
Concavità e flessi. Derivando si ottiene
negativa per e positiva per . La funzione è concava su e convessa su ; il punto non appartiene al dominio, quindi non ci sono flessi.
Grafico.
La simmetria dispari, verificata al secondo passo, dimezza il lavoro: ogni risultato trovato per si trasporta su cambiando segno a entrambe le coordinate. Il minimo relativo dà il massimo relativo , e la convessità su dà la concavità su .
Sul ramo destro la funzione è positiva, decresce fino al valore e poi cresce verso lungo l’asintoto : il valore è il minimo di quel ramo, cioè per ogni . Non è però un minimo assoluto, perché sul ramo sinistro la funzione assume valori negativi arbitrariamente grandi in modulo.